Da dove vengono gli orari

Due fonti, tutte e due pubbliche: il Comune per gli orari previsti, ATM per le attese in tempo reale.

Gli orari previsti

Li pubblica il Comune di Milano, che raccoglie da ATM l’orario di tutte le linee e lo mette a disposizione di chiunque. A comporli è AMAT, l’agenzia del Comune che segue il contratto di servizio.

Sono dati aperti, pubblicati con licenza CC BY 4.0: chiunque può riusarli, anche per lavoro, a patto di dire da dove vengono. Questa riga è il modo in cui lo diciamo noi.

La copia che usiamo l’abbiamo scaricata il 9 agosto 2026 e vale per le corse dal 06/07/2026 al 24/08/2026. Fuori da queste date il sito non ha orari da mostrare, e te lo dice invece di inventarli.

Le attese in tempo reale

Sono le stesse che leggi sui display alle fermate: le pubblica ATM, sul portale che alimenta anche la sua app. Tengono conto di dove sono i mezzi in questo momento, quindi di ritardi e deviazioni.

Funzionano su 2146 fermate di autobus, tram e filobus, cioè su 142 linee su 150. Per la metropolitana ATM non pubblica il conto alla rovescia, e per 3 linee di superficie non risponde: sulle pagine di quelle fermate trovi l’orario previsto, ed è scritto chiaramente accanto al numero.

Alla fermata, se il display dice una cosa diversa da questa pagina, ha ragione il display.

Cosa trovi e cosa no

  • Ci sono 150 linee e 2319 fermate: le cinque della metropolitana, 17 tram, le quattro filovie (90, 91, 92, 93) e 124 linee di autobus, notturne comprese.
  • Il Radiobus di quartiere no. Sono 15 linee notturne che si prenotano per telefono o con l’app di ATM e ti portano sotto casa: non passano se nessuno le chiama, quindi non c’è un’attesa da mostrarti. Le trovi su atm.it.
  • Le navette dentro i cimiteri no. Ce n’è una: gira dentro un solo posto, e le sue fermate si chiamano tutte uguale.
  • Milano e i comuni dove arriva ATM. Molte linee di autobus escono dalla città. Passante e treni suburbani no: sono di altri gestori e non sono qui.

Chi va in sedia a rotelle

Ci sono due informazioni, e le teniamo separate perché una è solida e l’altra ha dei buchi. Metterle insieme in un simbolo solo avrebbe fatto sembrare sicura anche la seconda.

I mezzi della linea. ATM dichiara, linea per linea, se sulle sue vetture si sale in sedia a rotelle, e lo dichiara per tutte: 150 linee su 150. 133 hanno mezzi accessibili; le altre sono i tram più vecchi e le filovie. Sta sulla pagina di ogni linea.

Le fermate. Qui il dato manca spesso, e lo diciamo: su 4909 pali di fermata, 1204 dicono che si sale, 1658 che non si sale e 2047 non dicono niente. Dove non lo sappiamo lo scriviamo: un silenzio non è un no.

Una fermata di questo sito mette insieme più pali — a Duomo sono tredici — e i pali si contraddicono fra loro. È il motivo per cui la frase sta accanto alla linea e non accanto al nome della fermata. Su 4481 coppie fermata-linea, per 239 la risposta vera è «solo da alcune banchine»: lì una banchina ha il marciapiede giusto e l’altra no.

Altre 144 coppie hanno un’incertezza diversa, e la diciamo con parole sue invece di confonderla con la prima: di qualche banchina sappiamo, delle altre non è stato rilevato niente. Non è la fermata a essere in parte accessibile, è il rilievo a essere incompleto — e soprattutto non scriviamo «non si sale» dove due banchine rifiutano e due non hanno mai risposto.

Una cosa che non sappiamo, e che è bene sapere di non sapere: la fonte dice se da quel palo si sale su qualche mezzo. Non dice se dalla strada alla banchina si arriva, e non sa se oggi l’ascensore funziona.

Chi fa questo sito

Non è un sito di ATM e non è un sito del Comune. È fatto da una persona, è gratuito, non ha pubblicità e non vende niente. I marchi ATM e i nomi delle linee appartengono a chi li ha registrati, e qui compaiono solo per dire di quale mezzo si sta parlando.

Le attese in tempo reale non vengono conservate: la pagina le chiede quando qualcuno la guarda, le tiene una ventina di secondi per non chiederle due volte, e poi le dimentica. Non c’è nessun archivio storico di passaggi, ritardi o posizioni.

Se pubblichi una di queste fonti e preferisci che questo sito non la legga, scrivi a feedback@bodge.tools e la togliamo. Non serve una diffida e non serve un avvocato: basta chiederlo.

Due cose che facciamo bene

L’ultima corsa della notte. Il tram che passa all’una e dieci di domenica notte appartiene, per chi scrive gli orari, ancora al sabato. È un dettaglio che fa sparire le corse notturne dai siti che non ci fanno attenzione: qui compaiono al posto giusto.

I giorni di festa. Feriale, sabato e festivo non sono etichette ma calendari, con eccezioni giorno per giorno: feste, chiusure estive, lavori. Il sito legge anche le eccezioni, ed è il motivo per cui a Ferragosto non ti mostra l’orario del venerdì.